Pannelli fotovoltaici come finestre: come cambieranno le nostre case in futuro?

Pannelli fotovoltaici come finestre: come cambieranno le nostre case in futuro?

Esiste una tecnologia rivoluzionaria capace di produrre energia da superfici di vetro completamente trasparenti: ecco come alimenteremo le nostre città.

L’idea di poter produrre energia da superfici trasparenti sembra quasi un sogno. Se fosse possibile, si potrebbero sostituire tutte le finestre di edifici e grattacieli delle grandi città con dei “vetri” capaci di produrre energia. Così edifici e palazzi diventerebbero in poco tempo completamente sostenibili e produrrebbero energia per le attività cittadine.

Il fotovoltaico trasparente esiste già: diversi team di scienziati e ricercatori in tutto il mondo hanno lavorato negli ultimi anni al perfezionamento della tecnologia, che promette di essere una vera rivoluzione nel campo delle energie rinnovabili.

In pochi anni, già nel 2020, un progetto internazionale riuscì a raggiungere una trasparenza del 100% per le celle solari, avvicinandoci alla concreta possibilità di avere delle finestre capaci di produrre l’energia necessaria alla nostra casa.

Risale invece al 2016 il progetto Glass to Power, lo spin-off dell’Università Milano Bicocca che nel 2021 aveva già prodotto i primi prototipi di finestre fotovoltaiche, pronte per essere installate su condomini e grandi edifici.

Mentre l’idea delle tegole solari non sembra essere evoluta, oggi è già possibile trovare in vendita diverse tipologie di pannelli trasparenti: da quelli a base di silicio amorfo fino a quelli in grafene (quello usato per la batteria degli smartphone). Questi ultimi, che sono i più costosi e avanzati, sono ancora in fase di sviluppo e non hanno grande diffusione, ma promettono una straordinaria efficienza e una resa energetica doppia rispetto a quella del fotovoltaico standard.

Quello che sembrava troppo bello per essere vero, quindi, è già una realtà concreta. E potrebbe essere l’inizio di una nuova epoca per quanto riguarda la produzione di energia pulita. Un toccasana per l’ambiente anche in termini di spazio, perché consentirebbe di sfruttare le superfici verticali degli edifici cittadini lasciando le campagne libere.

Una rivoluzione per le energie rinnovabili

I pannelli fotovoltaici trasparenti possono essere installati al posto di lucernari, vetrate e finestre. Sono già molto usati in campagna, integrati su serre fotovoltaiche capaci di ottimizzare la coltivazione e produrre energia pulita per altre attività.

Esistono diverse tecnologie alla base del fotovoltaico trasparente. Nella maggior parte dei casi, il sistema sfrutta la capacità delle celle di filtrare solamente i raggi solari, trattenendo ultravioletti e infrarossi che vengono usati per la produzione di energia.

Il vetro è praticamente ovunque, nelle nostre città, e il potenziale di una simile tecnologia è difficile da non notare: quando produrre energia da una lastra di vetro sarà la norma, allora si potrà alimentare il proprio smartphone direttamente con l’energia prodotta dal vetro dello schermo, e gli grattacieli metropolitani saranno edifici completamente green. Soltanto negli Stati Uniti, ci sono 7 miliardi di metri quadrati di superfici vetrate: la quantità di energia che potrebbero generare fa impressione.

Soprattutto nelle aree metropolitane e nelle zone ad alta concentrazione abitativa, è difficile immaginare di poter installare un grande impianto fotovoltaico. Infatti, i pannelli devono essere montati a una certa inclinazione, e occupano una discreta superficie. Sostituire gradualmente le finestre di tutti gli edifici con pannelli trasparenti sembrerebbe una soluzione molto più semplice, aprendo una strada a una nuova generazione di edifici con zero emissioni.

Fonte: Libero Tecnologia 

Il clima giusto, sempre

Il clima giusto, sempre

Come avere il clima giusto all’interno della propria casa? Scopriamo assieme tutte le caratteristiche dei serramenti contro i cambiamenti metereologici.

Il giusto clima è un fattore chiave per mantenere il comfort all’interno dell’abitazione. Che sia rientrare da una giornata di mare cocente e sentire una bella ondata di fresco, o che sia rientrare da una serata gelida ed assaporare il tepore del proprio salotto, rende questa sensazione impagabile.

Mantenere la corretta temperatura e assicurare un corretto riciclo d’aria sono obiettivi fondamentali per potersi godere al meglio un meritato riposo dopo una lunga giornata (o serata) passata fuori casa. Il benessere domestico, infatti, nasce anche dalla qualità degli ambienti in cui viviamo. Tutte le nostre soluzioni sono studiate proprio per questo: garantire un ottimo isolamento termico, mantenendo allo stesso tempo la migliore qualità dell’aria possibile.

In tempi di cambiamenti meteorologici repentini, come quelli che stiamo vivendo negli ultimi anni in conseguenza alla crisi climatica, è ancora più importante avere serramenti in grado di conservare il più possibile la temperatura ottimale, evitando di disperdere il calore, o il fresco, già accumulati all’interno delle stanze.

Tutte le finestre montano di serie vetri stratificati a risparmio energetico che assicurano isolamento termico e acustico, sicurezza e alta luminosità. Inoltre, le innovative canaline Warm Edge Super Spacer, costruite con materiali isolanti, proteggono dalla formazione di condensa e muffe. Queste caratteristiche rendono i serramenti altamente performanti ed efficienti in termini di comfort, risparmio energetico e impatto ambientale. Sul fronte del comfort abitativo, l’azienda Saint-Gobain si impone sul mercato residenziale grazie al vetro Planitherm Clear 1.0, con Ug=1,0 W/m2K. Si tratta della versione da tempra specificatamente progettata per tutte quelle applicazioni in cui sia richiesta una resistenza alla rottura fino a 3 volte maggiore rispetto ad un normale vetro, garantendo al contempo una prestazione basso emissiva. Sicurezza e benessere convivono in un unico prodotto dalla trasmittanza termica così efficiente.

Mantenere una buona qualità dell’aria, attraverso una corretta circolazione, è altrettanto importante. Infatti, la ventilazione naturale di abitazioni ed edifici permette di espellere il monossido di carbonio e introdurre aria pulita e ossigenata, eliminando odori, polveri e batteri.

Fonte: Guida Finestra, 5 settembre 2022

Stress termico e sicurezza delle vetrate: come evitarne la rottura

La scelta di un vetro che possa garantire il miglior fattore di trasmittanza e trasmissione solare è fondamentale per evitare lo stress termico. Ne derivano sicurezza e benessere per chi vive l’abitazione

Uno dei fattori più importanti che crea un impatto sulle vetrate è lo stress termico. Questo, su qualsiasi oggetto, si verifica quando la temperatura dell’aria, la ventilazione o l’umidità creano sbalzi termici. Nel caso del vetro, questo deve essere temprato per aumentare la sicurezza alla rottura.

Le finestre sono elementi dell’involucro edilizio che svolgono un ruolo importante nel bilancio energetico globale di un edificio. La trasmittanza termica, la trasmissione luminosa e il fattore solare, devono essere presi in considerazione in fase di progettazione per ottenere un comfort termico ottimale. Dal momento che il corpo è un organismo che lavora ad una temperatura costante prossima ai 37°C, se la temperatura dell’aria all’interno di una stanza è bassa, aumentano gli scambi per irraggiamento con conseguente sensazione di freddo. Invece, se la temperatura è elevata, aumentano gli scambi per evaporazione attraverso la pelle e quindi si provoca sudore.

Sul fronte del comfort abitativo, l’azienda Saint-Gobain si impone sul mercato residenziale grazie al vetro Planitherm Clear 1.0, con Ug=1,0 W/m2K. Si tratta della versione da tempra specificatamente progettata per tutte quelle applicazioni in cui sia richiesta una resistenza alla rottura fino a 3 volte maggiore rispetto ad un normale vetro, garantendo al contempo una prestazione basso emissiva. Sicurezza e benessere convivono in un unico prodotto dalla trasmittanza termica così efficiente.

La gestione della luminosità è altrettanto importante soprattutto se messa in relazione agli stili architettonici moderni che inseguono vetrate isolanti sempre più ampie. La luce naturale è fondamentale per un comfort generale di chi abita l’immobile: questa stimola il metabolismo ed il sistema immunitario, apportando energia positiva e serotonina. L’integrazione tra spazi vivibili e luce naturale è sempre più una prerogativa legata al benessere.

Planitherm Clear 1.0 II si rivela efficiente anche nelle ampie vetrate e nelle finestre da tetto dove i rischi di rottura sono più frequenti. Le caratteristiche principali di Planitherm Clear 1.0 II sono:

  • Riflessione esterna del 21%
  • Trasmissione luminosa del 73%
  • Fattore solare del 48%

Fonte: Guida Finestra, 30 giugno 2022

Consigli pratici per ridurre le bollette energetiche

Consigli pratici per ridurre le bollette energetiche

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e la Commissione Europea hanno realizzato “Playing my part”, ovvero “Faccio la mia parte”, un documento rivolto ai cittadini dell’Unione, che riporta nove semplici azioni per ridurre le bollette energetiche

Nove consigli pratici sono il suggerimento ai cittadini europei che giunge dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e dalla Commissione europea per ridurre il costo delle bollette energetiche. Grande tema in tutta Europa, e oggetto anche di recentissime leggi (vedi qui il DL Bollette). Le idee proposte sono state raccolte in un documento intitolato “Playing my part”,  corredato da un’efficace infografica (vedi più in basso).

Risparmio energia: nove consigli pratici

Quali i suggerimenti pratici proposti da IEA e Commissione? Eccoli:

  • abbassa il riscaldamento e usa meno aria condizionata;
    regola la temperatura della tua caldaia;
    lavora da casa;
    usa la tua automobile in modo più economico;
    riduci la velocità sulle autostrade;
    lascia l’auto a casa la domenica nelle grandi città;
    cammina o vai in bicicletta per brevi tragitti invece di guidare l’auto;
    utilizza i mezzi pubblici;
    preferisci il treno all’aereo.

I vantaggi diretti e indiretti

Vantaggi diretti di queste azioni sono la diminuzione delle emissioni di gas serra, CO2 in primo luogo, e la riduzione della dipendenza dell’Unione europea da gas e petrolio russi. Non ultimo, un aiuto all’Ucraina. Traducendo in azione i consigli suggeriti la famiglia tipo potrebbe realizzare un risparmio annuo di 450 euro. Intendiamoci, non vi è nulla di assolutamente nuovo nei suggerimenti. Tuttavia, alla luce dei drammatici cambiamenti del mercato dell’energia di questi ultimi mesi, ben prima della crisi ucraina, crediamo sia utile proporre un résumé di azioni virtuose già ben note. Peraltro, alcuni di questi saggi consigli potrebbero essere utili anche alle aziende e non solo ai cittadini.

I dati del risparmio energetico

Dietro i consigli pratici raccolti in  “Playing my part”, ovvero “Faccio la mia parte”, vi è un’accurata ricerca che ha dettagliato i risparmi ottenibili su vasta scala se i suggerimenti fossero accolti. Così, abbassare il termostato dell’impianto di riscaldamento di appena 1 °C farebbe risparmiare circa il 7% dell’energia utilizzata, mentre impostare un condizionatore d’aria su una temperatura più elevata di 1 °C potrebbe ridurre la quantità di elettricità utilizzata fino al 10%. Sulla base di un tragitto medio in auto (nella UE) di 30 km tra andata e ritorno, lavorare da casa tre giorni alla settimana potrebbe ridurre le bollette del carburante delle famiglie di circa 35 euro al mese, anche tenendo conto dell’aumento del consumo di energia a casa. E poiché l’auto media nell’UE percorre circa 13.000 chilometri all’anno, ridurre la velocità di crociera sulle autostrade di 10 chilometri all’ora potrebbe ridurre le bollette del carburante in media di circa 60 euro all’anno. E non è poco.

Fonte: Guida Finestra, 26 aprile 2022

Decreto Prezzi MiTE. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Decreto Prezzi MiTE. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Prezzi del Ministro della Transizione Ecologica (MiTE).

Il provvedimento aggiorna i tetti massimi dei prezzi dei materiali e prodotti impiegati per gli interventi di riqualificazione energetica agevolati dai bonus fiscali.

I nuovi massimali di costo si applicheranno agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio sia stata presentata dopo il 15 aprile 2022.

Decreto Mite: quali sono le novità

Il Decreto prezzo del Mite è ora in Gazzetta Ufficiale. I nuovi tetti di costo aggiornano quelli già vigenti per l’ecobonus con il Decreto Requisiti Tecnici e massimali di costo (DM 6 agosto 2020). Di fatto, li aumenta del 20%, tenendo conto dei rincari delle materie prime e dell’inflazione. I massimali, che saranno rivisti annualmente, non sono omnicomprensivi, cioè non contengono IVA, oneri professionali e costi di posa in opera.

L’allegato A del Decreto Prezzi del MiTE, andrà a sostituire l’Allegato I del DM 6 agosto 2020. I nuovi massimali di spesa al mq., avranno effetto sugli interventi realizzati dal 15 aprile in poi, su qualsiasi tipologia di intervento edilizio. Per gli interventi in Ecobonus e Superbonus, i nuovi massimali sono applicati anche in caso di fruizione diretta da parte del committente (tranne che per interventi in ‘edilizia libera’)

Rimangono sempre detraibili le spese professionali inerenti all’intervento edilizio. Rilievo misure, elaborazione dei tavolati di posa, dichiarazione tecnica e pratica ENEA, rientrano tra le spese agevolabili. Per le voci non comprese dall’Allegato A, in caso di interventi edilizi come Bonus Casa (con importi superiori a € 10.000,00), l’asseveratore può far riferimento ai listini regionali o al prezziario DEI. 

Quando non si applicano i massimali del nuovo Allegato A?

Il nuovo Decreto Prezzi del MiTE, introduce ulteriori novità. I massimali di spesa dell’Allegato A infatti, non si applicano in caso di interventi edilizi come:

  • Bonus Casa (con CILA o SCIA), con detrazione diretta del committente in 10 anni
  • Bonus Casa (con CILA o SCIA) con sconto in fattura, su importi inferiori a € 10.000,00
  • Bonus Sicurezza (possibile esclusivamente con detrazione diretta)
  • Ecobonus in edilizia libera, sia con sconto in fattura che in detrazione diretta in 10 anni

Altro elemento importante introdotto dal Decreto Prezzi del MiTE è la scomparsa dell’NP (nuovo prezzo). L’asseveratore, in caso di opere con caratteristiche diverse da quelle specificate nel DEI, non potrà più creare un nuovo prezzo dell’opera, ma dovrà sempre utilizzare il nuovo Allegato A. 

Fonte: EdilPortale, 17/03/2022

Perché scegliere una finestra in legno-alluminio?

Perché scegliere una finestra in legno-alluminio?

Gli infissi in legno-alluminio sono un connubio perfetto di estetica e prestazioni. In un’unica finestra, la naturalezza ed il calore del legno unito alla durata e alle prestazioni dell’alluminio. Inoltre, il legno-alluminio garantisce la possibilità di lavorare con grandi dimensioni e maggior superficie vetro.

Le caratteristiche

Gli infissi in legno alluminio combinano, in un unico prodotto, il vantaggio di due materiali. Il legno è il materiale più performante in assoluto dal punto di vista termico e acustico: in più, unisce eleganza e fascino. L’alluminio è invece il materiale più resistente agli agenti atmosferici e quindi che offre una maggiore durata nel tempo.

Il profilo in legno alluminio viene progettato e concepito con la tecnologia Uni-One: una particolare tecnologia stratificata, formata da tre strati di lamellare finger joint e uno strato di tranciato di legno di essenza pregiata.

Per la prima volta, vengono utilizzate barre in pino lamellare da 6 metri già finite pronte per il taglio e l’assemblaggio. Ma che cos’è il lamellare finger-joint? Il lamellare finger joint è una lavorazione che seleziona le parti più nobili della pianta e in questo modo il profilo resta più stabile nel tempo, poiché la resistenza e la durezza si raddoppiano rispetto al classico lamellare a liste intere.

Altro vantaggio è la trasmittanza termica: l’anima del profilo è fatta in essenze di conifere pino e abete. Le conifere sono un legno morbido che garantiscono ottima trasmittanza termica, a differenza per esempio, delle latifoglie, che sono più performanti dal punto di vista acustico.

I vantaggi

Il legno è un materiale naturale e piacevole alla vista, una delle sue caratteristiche principali è il senso di calore e ospitalità che trasmette. Gli infissi in legno alluminio sono caratterizzati da un design che li rende perfetti per edifici storici o con stili architettonici particolari: all’interno vi è la raffinatezza e il calore del legno e all’esterno la modernità dell’alluminio.

Gli infissi in legno alluminio offrono le proprietà del legno potenziandole con quelle dell’alluminio, si viene a creare così un prodotto con ottimo isolamento termico e acustico. Comprare questo serramento significa anche acquistare un infisso che dura per tutta la vita, infatti un buon prodotto ha una vita media di circa 50/60 anni.

I serramenti in legno alluminio rispettano il concetto di ecosostenibilità. Sono naturali come il legno e come l’attenzione per l’ambiente. Il legno degli infissi uni_one proviene solo da foreste certificate FSC®, nel rispetto della natura grazie al rimboschimento controllato.

Uno dei principali problemi delle finestre in legno è che richiedono una pulizia frequente, soprattutto nella parte esterna soggetta agli agenti atmosferici. Gli infissi in legno alluminio, avendo il legno solo nella parte interna, richiedono una manutenzione minima e sono molto più resistenti nel tempo.

Infine, il cuore in pino lamellare dona al serramento uni_one eccellenti doti di resistenza meccanica e isolamento. Il telaio esterno di alluminio verniciato evita ogni tipo di manutenzione e rende ottimale la tenuta all’aria e all’acqua.

Scopri di più qui.

Cessione crediti per bonus edilizi: ultime novità

Cessione crediti per bonus edilizi: ultime novità

Cessione dei crediti per bonus edilizi fino ad un massimo di 3 volte. Lo ha stabilito il Governo nella riunione del Consiglio dei Ministri.

Si allenta così la stretta introdotta dall’articolo 28 del Decreto Sostegni ter. Introdotto un codice identificativo univoco del credito ceduto per consentire la tracciabilità delle cessioni. Pene più severe per i tecnici abilitati che dichiarano il falso

Ultime novità sulle cessioni del credito per bonus edilizi

Il Governo corregge il tiro sull’articolo 28 del decreto Sostegni ter di gennaio. Introdotto per fermare le frodi ponendo una rigida stretta alle cessioni dei crediti da bonus edilizi, il provvedimento ha finito per bloccare le attività in edilizia. La correzione ha preso la forma di un decreto-legge dal titolo “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili”.

In attesa del testo del decreto-legge vale la pena di leggere la nota diffusa da Palazzo Chigi: “La disposizione prevede che sarà possibile cedere il credito per tre volte e solo in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari e che lo stesso non possa formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate. A tal fine viene introdotto un codice identificativo univoco del credito ceduto per consentire la tracciabilità delle cessioni”.

Pene più severe per chi dichiara il falso

Il Governo introduce anche pene più severe per i tecnici abilitati che nelle asseverazioni dichiarano il falso o omettono informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione. Oppure attestano falsamente la congruità delle spese. Il carcere va da 2  5 anni, le multe da 50 mila a 100 mila euro.

Le prime valutazioni sul decreto-legge del Governo vengono da CNA e Confartigianato. Secondo il presidente nazionale CNA Dario Costantini,

”è opportuna la scelta del Governo di intervenire con un decreto correttivo, come ripetutamente da noi sollecitato per superare il blocco della cessione dei crediti legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare e scongiurare la paralisi del settore delle costruzioni generata del decreto Sostegni Ter”.

Il nuovo decreto-legge, secondo la Confederazione, elimina gli impedimenti all’acquisto da parte dei soggetti finanziari autorizzati e regola l’utilizzo dei crediti sottoposti a sequestro penale, consentendo agli intermediari di riprendere, l’acquisto dei crediti di imposta.

Confartigianato ritiene invece che il Governo abbia recepito le loro sollecitazioni per modificare la stretta sulla cessione dei crediti contenuta nell’articolo 28 del Decreto Sostegni ter che, di fatto, ha paralizzato il mercato delle costruzioni. La nuova strada individuata dall’Esecutivo rappresenta una scelta equilibrata anche per colpire le frodi che danneggiano tutti, a cominciare proprio dalle imprese del settore costruzioni. Ora rimane aperto il problema della cessione del credito fra fornitori e distributori di componenti all’interno delle filiere.

Fonte: Il Giornale del Serramento, 18/02/2022, E. Braicovich

Bonus edilizi 2022: tutte le novità

Bonus edilizi 2022: tutte le novità

L’approvazione della nuova Legge di Bilancio – con 414 favorevoli, 47 contrari, 1 astenuto – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31/12/21, conferma le proroghe dei bonus per l’edilizia, compreso il superbonus e la possibilità di fruire di cessione del credito e sconto in fattura. Entra in vigore dal 01/01/2022

Il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% viene prorogato per i condomini e le persone fisiche fino al 2025 con una diminuzione della detrazione per le spese sostenute, che sarà del 110% fino al 31 dicembre 2023, per scendere al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Superbonus 110% confermato al 31 dicembre 2023 anche per gli IACP, purché entro giugno 2023 sia stato completato il 60% dei lavori.

Prorogato a tutto il 2022 il Superbonus anche per le unifamiliari. Inoltre, è stato cancellato il tetto ISEE fino a 25mila euro, purché entro giugno vengano conclusi almeno il 30% dei lavori globali.

La proroga del Superbonus viene confermata anche per gli interventi ‘trainati’, che dovranno essere realizzati congiuntamente ai ‘trainanti’. Salta quindi la scadenza del 31/12/21 per l’installazione di impianti solari fotovoltaici.

Anche il Sismabonus al 110% fino al 31 dicembre 2025 per la ricostruzione nei crateri post sisma verificatesi dal 1 aprile 2009.

Gli altri bonus edilizi

I bonus per la casa sono prorogati per 3 anni.

Fino al 2024 si potrà dunque beneficiare di ecobonus al 65% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, bonus casa al 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, bonus verde al 36% con tetto di spesa a 5000 euro, sisma bonus, bonus mobili ed elettrodomestici.

Il tetto di spesa per il bonus mobili ed elettrodomestici, con detrazione del 50% della spesa sostenuta, è fissato a 10.000 euro per il 2022 (in calo dai 16.000 dell’anno in corso), nel 2023 e 2024 scenderà a 5000.

Si conferma per tutto il 2022 anche il bonus facciate, ma la detrazione scende dal 90% al 60%.

Per l’eliminazione delle barriere architettoniche è possibile usufruire del superbonus 110% come intervento trainato e c’è la possibilità di beneficiare di una nuova detrazione del 75% da ripartire in cinque quote annuali di pari importo per l’installazione di ascensori e montacarichi, sia nei condomini (40.000 euro moltiplicati per il numero di appartamenti che compongono gli edifici fino a 8 unità; 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari per gli edifici composti da più di 8 unità) che nelle villette unifamiliari (con tetto di spesa di 50.000 euro).

Anche il bonus acqua potabile del 50% viene posticipato fino al 2023.

Per l’attestazione della congruità delle spese per i lavori diversi dal Superbonus nel testo definitivo della Legge di Bilancio sono stati reinseriti i prezzari DEI.

Proroga cessione del credito e sconto in fattura

Cessione del credito e sconto in fattura sono posticipati fino al 31 dicembre 2025 per gli interventi legati al Superbonus (sia trainati che trainanti) e fino al 31/12/2024 per gli altri bonus edilizi (con esclusione di bonus mobili e colonnine come intervento trainato del superbonus). Con l’introduzione del decreto antifrode, in caso di scelta di cessione del credito o sconto in fattura vi è l’obbligo (per tutti gli interventi) di presentare visto di conformità e asseverazione della congruità di prezzi (nel caso di interventi diversi dal superbonus fanno eccezione i lavori che rientrano in edilizia libera e quelli che non superano i 10.000 euro).

Fonte: Info Build Energia, 03/01/2022, Leggi di Bilancio 2022: confermati i bonus edilizi

Feste Natalizie in arrivo: come decorare la porta d’ingresso?

Con l’arrivo del Natale, ci si prepara a decorare la casa per iniziare ad immergersi nel mood natalizio. Gli addobbi rappresentano sicuramente il punto di partenza per entrare a pieno nell’atmosfera che regala questa magica festa.

E perché non cominciare proprio dall’ingresso?

Le idee da cui prendere spunto sono veramente tante, scopriamo insieme alcuni consigli per rendere più bello l’uscio di casa, perchè “il Natale è alle porte” e non resta che prepararlo al meglio!

La ghirlanda: regina indiscussa delle porte

La ghirlanda da apporre sulla porta d’ingresso è considerata tra le decorazioni più iconiche del Natale, un vero e proprio classico intramontabile. Se ne trovano in commercio di molti tipi sia già decorate che da decorare.

La ghirlanda classica è quella che ha la base in rami di pino o abete. Può essere arricchita con elementi naturali come ghiande, pigne, foglie di agrifoglio, e bacche rosse. 

Per tale versione si può puntare sull’accostamento dei classici colori natalizi: il rosso, il bianco e il verde. Si possono aggiungere anche fiocchi e nastri di color oro o argento per conferire una maggiore lucentezza.

Per decorazioni moderne e un po’ diverse dal solito, l’ideale è utilizzare materiali alternativi. Si può tenere la base della ghirlanda fatta da rami di pino e arricchirla con ciò che si trova in casa (pasta o bicchierini colorati) oppure stravolgere totalmente le regole e usare oggetti insoliti (strisce di juta, pon pon multicolore o gomitoli di lana). Come ornamento, è ricorrente l’uso degli agrumi essiccati, sui toni dell’arancio e del giallo, o l’uso dei peperoncini in sostituzione delle classiche bacche.

Per la ghirlanda stessa si possono usare erbe aromatiche o palline di Natale e come decorazioni rametti di legno, stecche di cannella o anice stellato secco. Oltre ad essere molto belle, le spezie così come le arance e i limoni daranno un’ottima profumazione all’ambiente. Se non volete usare materiali naturali si possono creare bellissime e fantasiose decorazioni anche con il feltro o il panno lenci.

Le ghirlande possono diventare soprattutto un momento da dedicare ai bambini, attraverso la costruzione di una composizione stravagante e completamente made in home. Anche in questo caso si deve dare spazio alla fantasia creando divertenti ghirlande con caramelle, biscotti o bottoni. Per i più avventurosi invece non c’è niente di meglio che cercare direttamente nel bosco il materiale che si utilizzerà poi per la decorazione.

Ghirlanda fai da te: idee creative e green

Alcune decorazioni natalizie possono essere create in casa, per fare ciò è sufficiente avere un po’ di manualità, gli oggetti giusti e tanta voglia di divertirsi.

Se ci sono domeniche piovose non c’è niente di meglio che coinvolgere parenti o amici per passare un po’ di tempo insieme dedicandosi alla decorazione della casa.

I negozi di bricolage sono ormai fornitissimi e in questo periodo sono già pieni di oggetti che richiamano il Natale. Ricordate però che può essere molto soddisfacente realizzare decorazioni utilizzando materiale di riciclo. È un passatempo divertente e molto green.

Ecco alcune idee di ghirlande facili da realizzare:

  • Ghirlanda con i tappi di sughero. Per questa idea si può chiedere aiuto a conoscenti o addirittura al ristorante preferito perché di tappi ne servono veramente molti. Li si può incollare su una base di polistirolo con colla a caldo in maniera casuale o con uno schema preciso, terminando la decorazione con qualche tocco dorato.
  • Ogni anno quante lampadine degli alberi di Natale vengono fulminate? Ecco, non buttatele! Mettendole l’una vicina all’altra si può formare una ghirlanda non luminosa ma molto scenica.
  • Se avete ritagli di stoffa potete creare una ghirlanda sartoriale. Ricavate delle strisce larghe circa 4 cm e lunghe 20 cm. Annodatele al centro su uno spago e mettetele l’una accanto all’altra. Quando siete soddisfatti, avvolgete lo spago anche compiendo più giri e formate la ghirlanda.

Addobbi luminosi e simboli natalizi

La luce è sicuramente uno degli elementi caratterizzanti del Natale e gli addobbi luminosi, regalano un’atmosfera magica che non può mancare su nessuna porta di ingresso.

Una prima idea, facile da realizzare, è una bella ghirlanda luminosa. Si possono comprare dei fili di lampadine alimentate con le batterie e adagiarle in forma circolare. In commercio si trovano decorazioni veramente belle e di grande effetto. I fili di lampadine, inoltre opportunamente piegati e intrecciati, possono creare le forme tipiche della simbologia natalizia.

Esistono inoltre elementi decorativi preconfezionati perfetti da appendere alla porta di casa. Stelle comete, campane, fiocchi di neve, renne, presepi, mini abeti, pacchi regalo…svariate forme in grado di accontentare i gusti di chiunque e adattarsi in maniera adeguata al proprio contesto abitativo.

Se si ha a disposizione una gradinata, la si può sfruttare al meglio, installando per esempio dei fili di lampadine lungo i bordi per creare uno scenario magico e scenografico. Si può anche aggiungere un tocco di luce in più, illuminando balaustre e corrimano, per accogliere la magia del Natale in grande stile.

Sulla falsariga della tradizione statunitense, si può esagerare e comprare grosse decorazioni luminose. Negozi specializzati vendono oggetti che si illuminano e che richiamano il simbolismo di questa festa, come un enorme Babbo Natale, le renne, dei bastoncini di zucchero, oppure un classico albero di Natale. Si possono mettere davanti al proprio uscio per creare uno spirito natalizio e giocoso allo stesso tempo!

E voi avete già preparato la vostra casa per l’arrivo del magico Natale? Fatecelo sapere nei commenti!

Dimensione serramenti: è possibile cambiarla con il Superbonus?

Dimensione serramenti: è possibile cambiarla con il Superbonus?

E’ possibile variare la dimensione dei serramenti negli interventi di Superbonus? I clienti pongono spesso questa domanda per esigenze di maggior funzionalità o di strette esigenze tecniche. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate dice sì, ma…

In risposta ad un interpello, l’Agenzia ammette – per gli interventi diversi da quelli di demolizione e ricostruzione, nel caso di un edificio residenziale unifamiliare – la possibilità che la dimensione degli infissi possa variare. L’unica condizione? Che la superficie totale degli infissi nella situazione post intervento sia minore o uguale di quella ex ante, a garanzia del principio di risparmio energetico.

Il caso

Il caso prospettato nella richiesta del contribuente riguarda la ristrutturazione di un immobile residenziale unifamiliare, in cui vengono eseguite sia opere strutturali, comprensive di opere edili di ridistribuzione degli spazi interni, sia di riqualificazione energetica, con un nuovo impianto di riscaldamento (pompa di calore) e coibentazione orizzontale e verticale dell’edificio. Un tipico intervento in Superbonus 110%.

Come intervento trainato, vengono sostituiti sia gli infissi al piano terra che quelli al piano primo. Il foro di questi stessi serramenti, dovrà essere traslato di 10cm più in alto per necessità costruttive ed aumentato di dimensione. Ciò comporterà quindi la modifica della dimensione dei serramenti esistenti: inoltre una portafinestra verrà aumentata di dimensioni sia in larghezza che in altezza e due finestre al piano terra accorpate in un’unica soluzione.

L’Agenzia mette in guardia

Inquadrato in questo modo, il contribuente chiedeva con il suo interpello se la realizzazione di infissi diversi rispetto ai precedenti, pregiudicasse la corretta realizzazione dell’intervento soggetto a beneficio fiscale. Nella soluzione interpretativa dell’Agenzia, si legge che ‘l’intervento realizzato in questa maniera sia ”agevolabile al 110% anche con ampliamento e/o modifica dell’apertura (…) fermo restando che la qualificazione delle opere edilizie spetta al Comune o altro ente territoriale competente in tema di classificazione urbanistica”. Inoltre, è ”necessario che gli interventi edilizi siano inquadrabili nella categoria di ”ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, let. d) del D.P.R. n.380 del 2001 (TU Edilizia) e che dal titolo amministrativo ed abilitativo non risulti che non si tratta di intervento di nuova costruzione”. 

Scopriremo presto quindi se e quanto questo avvertimento dell’Agenzia varrà alla luce del DL Semplificazioni, approvato dal Parlamento e pubblicato in G.U. Altro dato da evidenziare è che il variare delle dimensioni e geometrie è potenzialmente possibile nel caso di un immobile unifamiliare. Un caso praticamente impossibile al contrario a livello condominiale.

 

Fonte: Nuova Finestra, ed. Ottobre 2021, pag. 40, E. Braicovich