Dimensione serramenti: è possibile cambiarla con il Superbonus?

Dimensione serramenti: è possibile cambiarla con il Superbonus?

E’ possibile variare la dimensione dei serramenti negli interventi di Superbonus? I clienti pongono spesso questa domanda per esigenze di maggior funzionalità o di strette esigenze tecniche. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate dice sì, ma…

In risposta ad un interpello, l’Agenzia ammette – per gli interventi diversi da quelli di demolizione e ricostruzione, nel caso di un edificio residenziale unifamiliare – la possibilità che la dimensione degli infissi possa variare. L’unica condizione? Che la superficie totale degli infissi nella situazione post intervento sia minore o uguale di quella ex ante, a garanzia del principio di risparmio energetico.

Il caso

Il caso prospettato nella richiesta del contribuente riguarda la ristrutturazione di un immobile residenziale unifamiliare, in cui vengono eseguite sia opere strutturali, comprensive di opere edili di ridistribuzione degli spazi interni, sia di riqualificazione energetica, con un nuovo impianto di riscaldamento (pompa di calore) e coibentazione orizzontale e verticale dell’edificio. Un tipico intervento in Superbonus 110%.

Come intervento trainato, vengono sostituiti sia gli infissi al piano terra che quelli al piano primo. Il foro di questi stessi serramenti, dovrà essere traslato di 10cm più in alto per necessità costruttive ed aumentato di dimensione. Ciò comporterà quindi la modifica della dimensione dei serramenti esistenti: inoltre una portafinestra verrà aumentata di dimensioni sia in larghezza che in altezza e due finestre al piano terra accorpate in un’unica soluzione.

L’Agenzia mette in guardia

Inquadrato in questo modo, il contribuente chiedeva con il suo interpello se la realizzazione di infissi diversi rispetto ai precedenti, pregiudicasse la corretta realizzazione dell’intervento soggetto a beneficio fiscale. Nella soluzione interpretativa dell’Agenzia, si legge che ‘l’intervento realizzato in questa maniera sia ”agevolabile al 110% anche con ampliamento e/o modifica dell’apertura (…) fermo restando che la qualificazione delle opere edilizie spetta al Comune o altro ente territoriale competente in tema di classificazione urbanistica”. Inoltre, è ”necessario che gli interventi edilizi siano inquadrabili nella categoria di ”ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, let. d) del D.P.R. n.380 del 2001 (TU Edilizia) e che dal titolo amministrativo ed abilitativo non risulti che non si tratta di intervento di nuova costruzione”. 

Scopriremo presto quindi se e quanto questo avvertimento dell’Agenzia varrà alla luce del DL Semplificazioni, approvato dal Parlamento e pubblicato in G.U. Altro dato da evidenziare è che il variare delle dimensioni e geometrie è potenzialmente possibile nel caso di un immobile unifamiliare. Un caso praticamente impossibile al contrario a livello condominiale.

 

Fonte: Nuova Finestra, ed. Ottobre 2021, pag. 40, E. Braicovich

Ultime tendenze di finiture: i colori consigliati per l’autunno

Ultime tendenze di finiture: i colori consigliati per l’autunno

Rosso, Blu, Viola, Verde Oliva e Neutri chiari sono i nuovi protagonisti indiscussi della stagione 2021\2022.

Che si tratti delle più note passerelle fashion o dell’interior design, in questa stagione si passa da colori forti e decisi a colori più delicati e tenui, accantonando l’utilizzo dei toni medi. Sia che dobbiate ristrutturare casa o rinnovare l’arredamento, vi forniamo qualche suggerimento per rendere l’ambiente armonico e sofisticato. Conosciamo insieme i colori protagonisti della stagione.

Il verde: sempre protagonista

Il verde è una di quelle tonalità che non viene scalfita dal passare del tempo, ma a differenza degli scorsi anni, ora l’accento è posto sulla tonalità oliva. La punta di grigio e di giallo che caratterizzano questa tinta la rendono estremamente adatta agli ambienti dove la presenza del legno è predominante. La scelta permette di riscaldare l’atmosfera senza dover necessariamente ricorrere al rosso o all’arancione.

Nel caso in cui la casa sia troppo piccola per poter dedicare un’intera parete a questa nuance, è possibile aggiungere piccole punte di colore scegliendo degli accessori di contorno come cuscini o abat jour.

Il rosso in tutte le sue sfumature

Chi ama i colori forti e brillanti, quest’anno sarà accontentato. Il rosso, in varie sfumature, sarà ampiamente utilizzato nell’arredamento di interni anche per il contrasto che crea con il bianco delle pareti o con i toni di grigio, in linea con la diffusione di uno stile urban e industriale.

Via libera quindi al rosso magenta, un colore vivace che riuscirà a ravvivare anche quegli ambienti un po’ spenti o monotoni. Spicca sui colori freddi e su tutte le tonalità di grigio ma è da usare con parsimonia assieme ai colori caldi, il cui accostamento potrebbe non essere un’idea vincente.

Se avete voglia di osare, provate a colorare le pareti in magenta, utilizzando un tono un po’ smorzato; oppure lo si può usare in purezza su accessori di dimensioni più contenute come poltrone, tessili e soprammobili.

Il rosso la farà da padrone nelle zone giorno della casa. In cucina il top o le piastrelle rosso scarlatto sono ideali da accostare a pareti e a mobili di legno chiaro. In alternativa anche piccoli punti di colore e accessori possono impreziosire e illuminare un ambiente poco colorato. Il rosso viene anche utilizzato in soggiorno dove poltrone o divani rendono chic e vivace un ambiente in cui predominano il tortora o il bianco avorio.

L’eleganza del blu, dell’oro e del giallo ocra

Per chi è alla ricerca di un tocco di eleganza, il blu è sicuramente la soluzione giusta. In tutte le tonalità, profonde e scure, questo colore è sinonimo di raffinatezza e ricercatezza. Si abbina perfettamente con i colori neutri e con le tonalità fredde che vanno dal grigio, al tortora alle sfumature del legno. 

All’interno della casa un tocco di classe potrà essere fornito dalle decorazioni e dagli accessori: l’oro di cornici, tavolini o piccoli candelabri faranno risaltare l’eleganza del blu. L’unico accorgimento è sempre quello di non esagerare.

Per gli indomiti chi non hanno paura di osare, un altro colore da utilizzare è il giallo ocra. Si abbina magistralmente con l’arredamento in legno, con un parquet dalle tonalità calde e anche con i colori freddi che puntano al grigio. Questo colore riesce a dare un tocco di vivacità senza risultare ingombrante e dona il giusto calore ad arredamenti un po’ impersonali o spenti.

Il viola, in tutte le sue sfumature: il colore per tutta la casa

Se avete voglia di farvi prendere dall’estro creativo, questo è il colore che fa per voi. Potete lasciarvi ispirare dalle tonalità intense del viola scuro per dipingere le pareti di una stanza. Essendo un colore molto acceso è bene bilanciarlo con nuances più delicate per evitare che la stanza risulti cupa o dalle dimensioni più ridotte rispetto alla realtà. Lo si può quindi accostare a mobili in legno chiaro e ad elementi della natura, che rendono l’ambiente accogliente.

Per chi ama le sfumature pastello, ma non vuole rinunciare al viola: il lilla, il glicine e il lavanda sono un ottimo compromesso da utilizzare per le camere da letto o per le stanze da bagno.

Il grigio: non più solo per lo stile industriale

Negli ultimi anni la scala dei grigi è stata accostata a uno stile industriale, utilizzato soprattutto per i loft e gli open space cittadini. Attualmente le regole dell’arredamento sembrano essere cambiate e questi colori vengono utilizzati anche in altri contesti. Il grigio, in tutte le sue sfumature, e il nero, sono quindi colori di tendenza anche in ambienti meno cittadini. Il suggerimento è di abbinarli a oggetti country e a piante da appartamento, per rendere il tutto meno freddo e impersonale.

Gli spunti per arredare la vostra casa e renderla moderna e accogliente sono tanti, sia che scegliate le nuances dei più tradizionali rosso e blu, sia che vi facciate ammaliare dal verde oliva o dal viola, quello che davvero conta è seguire il proprio estro creativo e dare spazio all’immaginazione. E voi, quale colore scegliereste?

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Fonte: Il Blog di Kopen, ottobre 2021

Sistemi misti in PVC-Alluminio: Design, Estetica e Resistenza

Sistemi misti in PVC-Alluminio: infissi di design, estetica e resistenza

KORUS guarda al futuro con serramenti che sfruttino il meglio delle caratteristiche del PVC e l’alluminio. La nuova serie FIBER K SLIM possiede caratteristiche di design, estetica e resistenza.

Il sistema serramento sta velocemente cambiando aspetto grazie all’impiego sia di nuovi materiali che all’unione di materie prime più tradizionali, come il PVC-Alluminio, spesso con l’intento di potenziarne sicurezza, funzionalità e durata nel tempo.

Primo passo che segna l’interruzione con il passato è l’estetica, la nuova generazione di serramenti punta sempre più su un design curato e in sintonia con lo stile degli interni della propria abitazione.

E se il design occupa un posto importante, non è da meno l’esigenza di avere serramenti che partecipano in modo attivo al risparmio energetico e al confort acustico della propria abitazione. Un buon serramento, infatti è in grado di fare risparmiare in bolletta, sia per rinfrescare che per riscaldare la propria abitazione, ridurre i rumori esterni e liberarti da fastidiosi spifferi. 

I nuovi sistemi misti di serramento sono il risultato di una ricerca continua di abbinamenti materici che puntano ad avere risultati sempre più performanti. Infatti questo permette di coniugare le peculiarità di ciascun componente materico al fine di ottenere un risultato ottimale. I sistemi misti per la realizzazione di serramenti sono sempre più richiesti, perché sono in grado di mixare punti di forza di materiali diversi e creare sistemi di serramenti performanti, duraturi, sicuri e di design.

FIBER K SLIM: LE CARATTERISTICHE

Il sistema Fiber K Slim di Korus, coniuga alte prestazioni ad un design minimale ed accurato.

  • + 30% di luce, grazie alle sezioni ridotte che consentono di aumentare la superficie vetrata
  • Triplo Vetro che riduce la perdita di calore interno
  • Ecofill Pro per performance termiche ai massimi livelli
  • Migliore trasmittanza grazie all’assenza del rinforzo in ferro
  • Maggior leggerezza rispetto ad un normale infisso in PVC grazie alla fibra di vetro

La cartellina esterna in alluminio è di serie, questo rende più facile la personalizzazione e la possibilità di avere il bicolore. L’anta ridotta dell’infisso, dalla linea squadrata e fortemente attuale, conferisce al prodotto un minimo impatto visivo, lasciando spazio alla luce e al comfort ambientale.

ECOFILL PRO: LA FIBRA DI VETRO CHE RIVOLUZIONA LA FINESTRA

FiberK Slim Energy 1.0 coniuga l’esperienza di Korus, nella produzione di serramenti di alta qualità, ad un materiale innovativo.

Grazie a questa tecnologia, i profili sono coestrusi con una speciale fibra di vetro che conferisce maggiore resistenza e isolamento termico, rispetto ai normali infissi con rinforzi metallici. Ciò è possibile grazie al miglior rapporto rigidità/prestazione garantito da questo rivoluzionario materiale.

Il nuovo sistema presenta 3 guarnizioni un telaio da 6 camere con uno spessore di 76 mm che può essere ad L o a Z. Accoglie pannelli vetrati fino a 56 mm di spessore e una prestazione termica nella versione standard pari ad un Uf=1.2W/m²K.

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Fonte: Guida Finestra, 4 ottobre 2021

Gli inquilini hanno diritto a Ecobonus, Bonus Casa e Superbonus?

Gli inquilini hanno diritto a Ecobonus, Bonus Casa e Superbonus?

I bonus edilizi possono essere sfruttati solo da proprietari di immobili o anche da inquilini, comodatari? In queste righe la risposta motivata.

Nel nostro sito, alla voce detrazioni fiscali, ne abbiamo già ampiamente parlato. Tuttavia è necessario porre l’attenzione su alcuni punti che possono ancora essere non del tutto chiari. Dall’approvazione della Legge 77/2020 di conversione del Dl Rilancio 34/2020, contenente l’introduzione del Superbonus110% e la piena apertura allo sconto in fattura per Ecobonus e Bonus Ristrutturazione, la domanda di interventi di ristrutturazione/efficientamento edilizio si sono impennate.

I proprietari di immobili hanno colto, o stanno cogliendo, opportunità di intervento inimmaginabili fino a qualche anno fa e il settore edile sta affrontando una mole di lavori mai vista negli ultimi 10 anni.

A questo punto però sorge una domanda: solo i proprietari di immobili possono battere questa strada? Gli inquilini, gli usufruttuari o i comodatari possono inserirsi in questo contesto o ne sono esclusi?

Per chiarire questo aspetto distinguiamo tra i tre diversi bonus principali:

  • Ecobonus: seguendo i vari rimandi di Legge e risalendo fino al DM 19/02/2007 si può affermare con certezza che questo incentivo, fatti salvi gli altri paletti di diversa natura, è rivolto ai soggetti che sostengono direttamente le spese e che possiedono o detengono l’immobile. In altre parole coloro i quali possiedono un titolo idoneo (proprietà, nuda proprietà, diritto reale, contratto di locazione o di comodato) possono ottenere l’incentivo. Il tutto allargato anche a familiari conviventi con le figure suddette e figure assimilate.
  • Bonus Casa: la caratterizzazione di questo strumento va ricercata nell’articolo 16-bis del D.P.R. 917/1986. Nel decreto, e nella relativa guida dell’Agenzia delle Entrate, è stabilito che tale detrazione, fatti salvi gli altri paletti di diversa natura, è rivolta ai contribuenti IRPEF che sostengono direttamente le spese e che possiedono o detengono l’immobile. In questa categoria rientrano: proprietari o nudi proprietari; titolari di diritti reali quali usufrutto, uso, abitazione o superficie; locatari o comodatari; soci di cooperative divise e indivise; imprenditori individuali. Il tutto allargato anche a familiari conviventi con le figure suddette e figure assimilate.
  • Superbonus110%: la platea che può ambire a questo incentivo è stabilita dall’articolo 9 del DL 34/2020 convertito in legge dalla Legge 77/2020, ma l’aspetto di interesse in questo caso è precisato nella Circolare 24/E (clicca qui per scaricarla) del 2020 dell’Agenzia delle Entrate. Nel documento è precisato che tale detrazione, è rivolta ai contribuenti che sostengono direttamente le spese e che possiedono l’immobile in base ad un titolo idoneo di inizio lavori. In questa categoria rientrano proprietari o nudi proprietari, titolari di diritti reali quali usufrutto, uso, abitazione o superficie, locatari o comodatari (a patto che in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario). Il tutto allargato anche a familiari conviventi con le figure suddette e figure assimilate.

Risulta evidente che la risposta alla domanda iniziale è affermativa, ma a patto che inquilini o comodatari rispettino i diversi paletti riportati. Tra questi evidenziamo particolare il fatto gli inquilini siano in possesso del consenso del proprietario per l’esecuzione dei lavori.

Fonte: ANFIT, http://www.anfit.it/news/inquilini-diritto-bonus-superbonus

Porta Blindata vs Porta in Alluminio: quali sono le differenze?

Porta Blindata vs Porta in Alluminio: quali sono le differenze?

A cosa pensiamo quando utilizziamo l’aggettivo blindato per descrivere qualcosa? Letteralmente significa “Rivestito di una corazza a scopo protettivo”, quindi aggiungendo alla parola “porta” l’aggettivo “blindato” nell’immaginario comune si intende un serramento robusto e sicuro.

Nel gergo tecnico con il termine ‘blindato‘ indichiamo una soluzione con struttura in ferro e pannelli di rivestimento in legno o alluminio. Comunemente anche il Cliente finale quando acquista una porta d’ingresso tende a chiedere una blindata, sottintendendo che sia il riferimento in termini di sicurezza.

Tuttavia, il grado di sicurezza contro i tentativi di effrazione non si misura a parole ma con test specifici di laboratorio.

Esiste una norma europea per le chiusure poste sul perimetro esterno di un edificio, indipendentemente che siano oscuranti, infissi, grate o porte: la UNI 1627. È applicata e valida in tutta Europa, già della versione sperimentale emessa nel 1999. Che si tratti quindi di una porta in ferro, alluminio, legno, plastica o altro materiale non basta definirla blindata perché sia anche sicura. La porta blindata nasce per applicazioni condominiali interne e protette.

Viene arricchita da pannelli di rivestimento in legno con una struttura in ferro priva di interruzione termica. Pur vantando certificazioni di trasmittanza simili a prodotti molto più sofisticati, non consente di ottenere un comfort abitativo ottimale. Il motivo è identificabile nella più bassa conducibilità del ferro rispetto, ad esempio all’alluminio, che crea di fatto un ponte termico. Quindi anche se sulla carta si ha un certificato con prestazioni sotto i 2 W/mq*K potrebbero verificarsi fenomeni di condensa.

Ecco perché scegliere una porta d’ingresso in alluminio può risultare la scelta più oculata!

Le caratteristiche di una porta in alluminio Kopen

La struttura di una porta in alluminio Kopen è a taglio termico di spessore opportunamente studiato per far si che le dilatazioni termiche non influiscano sul funzionamento della serratura o delle cerniere. La struttura ha un’anima di schiuma poliuretanica a bassa densità in modo da non lasciare cavità o interstizi. Tale soluzione permette di raggiungere una trasmittanza termica Ud = 1,0 W/mq*K di serie senza alcun bisogno di kit aggiuntivi (il valore Ud si riferisce alla porta completa non solo al pannello o all’anta).

Una porta Kopen ha 3 guarnizioni ideate per avere prestazioni di tenuta all’aria, al vento ed all’acqua massime secondo le classificazioni vigenti, rendendola simile ad un serramento da esterno. Il design minimalista, privo di cornici e guarnizioni in vista, non presenta vincoli dimensionali legati alla standardizzazione della produzione. Ogni porta è prodotta su misura secondo le esigenze del Cliente e non ha bisogno di opere murarie per poter essere installata. Infatti, a differenza di quanto accade per le porte blindate, non è presente nessun controtelaio da inserire preventivamente.

Inoltre, il montaggio è semplificato da particolari accorgimenti progettuali che garantiscono una posa a regola d’arte e rispondente alle più alte necessità di isolamento. Anche esteticamente, una porta in alluminio, provvista di fianchi-sopra luce o di un semplice pannello vetrato, risulta molto più rifinita rispetto ad un modello blindato, poiché priva di viti di fissaggio, rientranze e guarnizioni. Il comfort di utilizzo di una porta Kopen è apprezzato soprattutto per l’assenza di parti metalliche sospese all’interno della struttura, che, come avviene nella maggior parte delle porte blindate, creano spesso spiacevoli rumori metallici.

Infine, il minor peso dell’alluminio rispetto al ferro consente di realizzare porte di grandi dimensioni facili da spostare ed installare, anche per modelli configurati con apertura a bilico. Per ottenere il miglior risultato nell’estetica e nella sicurezza, la porta installata sul perimetro esterno dell’abitazione DEVE essere una porta KOPEN.

Con la serie Wood HD2 di Kromoss la Classe 2 diventa standard

Con la serie Wood HD2 di Kromoss la Classe 2 diventa standard

Kromoss ha progettato un’esclusiva gamma di finiture con decorazione effetto legno in sublimazione, formulate esclusivamente con polveri Classe 2 ad alta durabilità e resistenza. Con 15 anni di

Kromoss ha intrapreso una politica commerciale e produttiva finalizzata a portare tutte le finiture effetto legno, sia in sublimazione che in polvere su polvere, da campionario a Classe 2 con quindici anni di garanzia. In questo modo saranno elevati gli standard dei prodotti, allineandoli a quelli presenti sul mercato europeo. La politica aziendale è sempre di più indirizzata su temi legati alla durabilità e stabilità dei prodotti, per questo si è deciso di adottare progressivamente la Classe 2 come nuovo standard, eliminando definitivamente la produzione in Classe 1. Wood HD2 è la soluzione proposta da Kromoss per le finiture esposta frequentemente all’azione degli agenti atmosferici e ai raggi UV.

La collezione di effetti sublimati

La nuova collezione riproduce sulla superficie del profilato, non solo le caratteristiche estetiche, i colori e la naturale luminosità del legno, ma anche il particolare effetto tattile. La decorazione per sublimazione viene eseguita su profili precedentemente verniciati tramite processo RAL a 200° per 20 minuti. Successivamente il profilo viene decorato attraverso speciali pellicole con inchiostri sublimatici che permettono di conferirne l’effetto desiderato. La serie di sublimati Kromoss esprime il massimo livello qualitativo nella decorazione dell’alluminio. Un prodotto dal design unico, in grado di coniugare esperienza e innovazione tecnologica continua. La collezione dei colori è frutto di una attenta ricerca e collaborazione condotta da Kromoss con i migliori studi di architettura italiani. È ideale per applicazioni in architettura residenziale (serramenti, porte, verande e complementi di arredo), commerciale (facciate continue e frangisole) e monumentale (illuminazione, pannellature e involucro edilizio).

Vantaggi di Wood HD2

Wood HD2 è la serie in grado di offrire una serie di vantaggi dall’elevato beneficio competitivo:

  • Elevata durabilità in condizioni climatiche estreme
  • Buona resistenza ad urti e graffi
  • Ricerca di colori e finiture sempre all’avanguardia
  • Design flessibile anche su geometrie complesse
  • Eccellente riproduzione della finitura
  • Ampia gamma di effetti e finiture
  • Minor impatto ambientale e riciclabilità a fine vita del 100%

Trattamenti di serie sulle decorazioni

Kromoss su tutte le decorazioni in alluminio, applica di serie i seguenti trattamenti:

  • Seaside: Pre-trattamento che protegge l’alluminio dagli agenti atmosferici, ideale nelle zone altamente industrializzate, nei centri urbani e nelle località marine, grazie alla sua capacità di ridurre l’azione aggressiva degli agenti atmosferici.
  • Tracciatura. Su tutte le finiture Kromoss esiste un particolare tracciamento sul film di rivestimento che, tramite lettura scanner, ne permette di rilevare sia l’autenticità che la tracciabilità.
  • Spazzolatura. Processo di pulizia meccanica dell’alluminio, che consente di eliminare i difetti e le imperfezioni superficiali del metallo, rendendolo idoneo a ricevere i successivi trattamenti chimici.

Quindici anni di garanzia

Kromoss, per 15 anni, garantisce la serie Wood HD2 da eventuali segni di degrado della verniciatura, sfogliature e scolorimento dei colori. Grazie all’elevata qualità con cui vengono realizzati, tutti i prodotti sono assicurati, in partnership con Assicurazioni Generali S.p.A., da una speciale polizza. Inoltre, i materiali trattati sono sottoposti ad un accurato controllo di produzione e di laboratorio, mentre tutte le lavorazioni avvengono nel rispetto delle specifiche di prodotto QUALICOAT, QUALIDECO E SEASIDE certificate da Qualital.

Macchina imbustatrice che consente di avvolgere il profilo tramite un sottile film

 

Prodotto finito

Isolamento acustico: come fanno le finestre a ‘tenere fuori’ il rumore?

ISOLAMENTO ACUSTICO: COME FANNO LE FINESTRE A ‘TENERE FUORI’ IL RUMORE?

E’ la legge che definisce cosa significhi inquinamento acustico e quali siano le norme che indicano come contenerlo.
Ed il serramento svolge un ruolo di primaria importanza nell’ottenimento di prestazioni di isolamento acustico degli edifici.

Cosa dice la legge in termini di rumore e silenzio

La legge n. 447 del 1995 dispone che tutti i Comuni devono dotarsi di un piano di zonizzazione acustica del proprio territorio, creando una mappatura acustica a sei classi. Ad ogni classe corrisponde un valore massimo di rumorosità ambientale, suddiviso per i due periodi di giornata: ‘diurno’ (tra le ore 06:00 e le ore 22:00) e ‘notturno’ (tra le 22:00 e le 06:00). Le classi acustiche sono ricavate dalle attività di monitoraggio strumentale effettuate sul territorio e suddivise in base ai livelli sonori individuati. Si parte dalla Classe I, riferita ad aree protette (come ospedali, scuole, luoghi di culto), per arrivare alla classe VI (o esclusivamente industriali).

Tale impianto legislativo, consente di effettuare una prima e fondamentale valutazione in merito al ‘clima acustico’ di una determinata area. Da questa analisi su possono trarre importanti conclusioni in merito alla necessità di isolamento dai rumori esterni, propedeutiche alla scelta dell’orientamento di un edificio, alla distribuzione degli spazi interni e alla selezione dei sistemi di chiusura.

L’isolamento acustico: l’importanza della scelta del serramento

Una volta nota la condizione acustica del contesto urbano nella quale è inserito l’immobile, sarà necessario approfondire il grado di isolamento acustico necessario. Se, ad esempio, la sorgente sonora maggiormente disturbante è rappresentata dal traffico dei veicoli e caratterizzato da rumori a medio-basse frequenze, sarà importante scegliere un serramento in grado di fornire un idoneo livello di isolamento sulle medesime frequenze della fonte disturbante.

I cinque indici da rispettare riguardano i seguenti elementi e sorgenti interne agli edifici e vanno riferiti ad ambienti abitativi, cioè adibiti a permanenza di persone:

  • Rw è definito come l’indice di potere fonoisolante apparente che deve fornire ogni elemento di separazione tra distinte unità abitative o produttive
  • D2mntW è definito come indice di isolamento acustico di facciata
  • Lnw è definito come l’indice di calpestio normalizzato dei solai, che deve fornire ogni elemento di separazione orizzontale tra le distinte unità abitative
  • LASmax è definito come il massimo picco del livello sonoro misurabile nell’ambiente più prossimo all’impianto tecnologico a funzionamento discontinuo (come ad esempio caldaia, ascensore etc…)
  • LAeq è definito come il livello sonoro equivalente misurabile nell’ambiente più prossimo all’impianto tecnologico a funzionamento continuo riferito ad un’altra proprietà (ad esempio impianti di ventilazione meccanica)

Quali sono gli elementi del serramento che migliorano le prestazioni acustiche?

Di per sé, il serramento inteso come elemento di chiusura del vano, è già un isolante ‘acustico’, in quanto incide sul livello di percezione dei rumori esterni. Tuttavia esistono degli elementi che favoriscono un reale miglioramento dei parametri acustici. Innanzitutto, la scelta del vetrocamera. Un serramento performante, con un doppio vetrocamera acustico, può raggiungere livelli fono-isolanti fino a 42dB. A ciò, se si va ad aggiungere una chiusura a tripla guarnizione ed un sistema a 6 o 7 camere (nel PVC), i livelli di isolamento acustico sono ancora più alti.

Il ‘foro finestra’ è un argomento decisamente complicato sia in sede progettuale che in sede di applicazione, a causa delle molteplici funzioni richieste a questo elemento: tenuta all’acqua, all’aria, isolamento termico e acustico. Sono tutte caratteristiche che devono essere vagliate prima di procedere alla selezione di una tipologia di infisso, in base alle condizioni e alle sollecitazioni a cui esse verranno sottoposte.

Fonte: Cristiano Vassanelli, Guida Finestra, n. 477 Marzo 2021

UNI 11673/4: pubblicata l’ultima parte di normativa sulla posa in opera

UNI 11673/4: pubblicata l’ultima parte di normativa sulla posa in opera

UNI ha pubblicato la 11673/4, ovvero la quarta e ultima parte della norma UNI 11673, Posa in opera di serramenti – Parte 4: Requisiti e criteri di verifica dell’esecuzione. Una riflessione sulle implicazioni di questa nuova norma che completa il quadro, aggiungendo il controllo finale.

Il quadro normativo è finalmente completo. Con la pubblicazione dell’ultima parte della normativa UNI 11673, ora gli operatori del settore hanno in mano tutte le carte per una posa in opera ‘a regola d’arte’. La normativa si articola ora in 4 parti e passa dalla definizione della progettazione ed i rispettivi errori da evitare, alle competenze che deve possedere un operatore ‘certificato’, dalle caratteristiche ed i requisiti minimi necessari degli enti formatori, alla verifica dell’esecuzione della posa in opera. Ed è proprio su questo quarto ed ultimo punto che ci si vuole focalizzare.

Come si verifica l’esecuzione di una buona posa?

Le caratteristiche che deve avere una buona posa in opera sono indicate nella normativa che specifica la progettazione.

  • ISOLAMENTO TERMICO: la capacità del giunto di posa di isolare teoricamente l’ambiente interno da quello esterno si misura con un metodo termografico, ossia verificando che la distribuzione di temperatura intorno al serramento sia compatibile con quella progettata. 
  • ISOLAMENTO ACUSTICO: la misura dell’isolamento acustico di facciata è già contenuto nella norma UNI EN ISO 16283-3; quello che viene qui specificato è come risalire alla prestazione acustica del giunto di posa, e quindi alla correttezza o meno della sua esecuzione.
  • PERMEABILITA’ ALL’ARIA: viene determinata mediante il cosiddetto ‘Blower Door Test’, opportunamente adattato e calibrato al fine di concentrare l’analisi di un solo serramento. La prova si considera superata quando la prestazione di permeabilità all’aria misurata conferma quella dichiarata dal produttore in sede di certificazione del prodotto.
  • TENUTA ALL’ACQUA: sono indicati due metodi. A semplice gocciolamento, senza spinta del vento, oppure con opportuna pressione per simulare il carico del vento.
  • RESISTENZA MECCANICA
  • DURABILITA’, EMISSIONE C02 E TRASPIRABILITA’: quest’ultime sono prestazioni completamente determinate dal progetto e dai materiali impiegati, la verifica è documentale

Panorama completo, ma attenzione alla progettazione

Con questa ultima parte della norma UNI 11673 si completa il panorama relativo alla posa in opera dei serramenti, che ora attende soltanto il Decreto del Presidente della Repubblica per diventare qualcosa in più di uno schema di riferimento. I metodi di prova indicati sono degli utilissimi strumenti per verificare che l’installazione dei serramenti mantenga in opera le prestazioni dichiarate dal produttore ed i requisiti delineati in fase di progettazione.

Magis40: una nuova finestra sul mondo

magis40: una nuova finestra sul mondo

magis40 è il nuovo sistema minimale in legno-alluminio realizzato con l’esclusiva tecnologia uni_one di Uniform. Tutto in soli 4cm.

magis40, il profilo minimale in legno firmato Uniform diventa il protagonista di un video molto creativo ed emozionante, immaginato e creato dall’art director dell’azienda, l’architetto Giorgio Massimiliano Marchesi.

magis40

Uniform, che ribadisce fortemente la sua natura di sistemista, già da diverso tempo ha messo in atto delle strategie di comunicazione a servizio del proprio cliente serramentista con l’intento di supportarlo nell’ampliamento della propria fascia di potenziali clienti.
Questo video rappresenta l’apice del concetto che più volte nell’ultimo periodo Uniform ha sostenuto e cioè che il serramento non può essere più considerato come un prodotto edile ma come elemento d’arredo e per questo investito anche di tutta quella carica emozionale che generalmente contraddistingue il mondo del mobile.
Ovviamente e rigorosamente senza tralasciare alcun aspetto tecnico e prestazionale ma performance e tecnologia di magis40 sono assicurate. La parte in legno dell’anta ha una sezione a vista di soli 40 mm e la ferramenta a scomparsa è completamente invisibile. Il modello open-in magis40 si completa con una soluzione alzante scorrevole chiamata HS-magis40 e un modello open-out, il format38. Lavorazioni di alta qualità abbinate a tecnologie evolute permettono di ottenere risultati eccellenti in tutte le soluzioni.
Tra elemento fisso e apribile vi è una perfetta equivalenza estetica sia nella vista interna sia in quella esterna, grazie all’esclusivo sistema di bloccaggio a scomparsa degli elementi fissi, brevettato da Uniform, cosi come è brevettata l’assenza di battute fisiche tra anta e telaio.
Il minimalismo di magis40 diventa assoluto grazie alla posa filo muro che nasconde completamente il telaio in legno.

Guarda il video:

Fonte: Guida Finestra, O. Munini, 23 dicembre 2020

Quali sono le spese detraibili per infissi soggetti ad Ecobonus?

Quali sono le spese detraibili per infissi soggetti ad Ecobonus?

Quali le spese detraibili per gli infissi ecobonus? E che cosa sono le spese professionali?

Questi due temi sono usciti dall’ambito stretto dei commercialisti per diventare dibattito pubblico intrasettore con l’arrivo del DM 6 agosto 2020, del suo Allegato I, dell’introduzione dei massimali di posa al mq per serramenti e schermature solari (tende, scuri). E delle famose tre righe finali: ”costi esposti in tabella si considerano al netto di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie”.

E allora tutti a cercare di ben definire le ‘prestazioni professionali’  e le ‘opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie”. Sulle spese per prestazioni professionali ci sono pochi dubbi perché esse sono relative all’intervento di un professionista, inteso come Tecnico abilitato, ovvero ingegnere, architetto, geometra iscritto a un Ordine.  Poco tempo fa, all’interno del settore serramenti, girava una vocina che assimilava le spese professionali a quelle del professionista del serramento o della posa. Pur considerandoci tutti professionisti, i tecnici abilitati sono un’altra cosa. Come ha specificato l’Ing. Tisi in occasione del Serramentour. Ma si sa, in questo settore, è sempre meglio precisare accuratamente.

Sul tema delle spese detraibili, diventato di somma importanza con l’arrivo del DM Requisiti tecnici Ecobonus 6 agosto 2020 e il suo Allegato I, eravamo già intervenuti qualche settimana fa qui. Ora è il caso ritornare sull’argomento in maniera più approfondita facendo riferimento ai documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Le spese detraibili secondo l’Agenzia delle Entrate

Il documento cardine è la vecchia Circolare del 11/05/1998 n. 121 del Ministero delle Finanze, Dipartimento Entrate Affari Giuridici Serv. III, reperibile qui. Il suo contenuto è stato spesso ripreso in altre Circolari e nelle Guide dell’Agenzia delle Entrate.

Della Circolare che è piuttosto corposa a noi interessa il punto

  1. 5. Spese che danno diritto alla detrazione e disciplina della detrazione d’imposta.

Esso afferma che:

“Nell’ambito delle spese che danno diritto alla detrazione, nel limite già esposto, sono state evidenziate le spese per:

– progettazione dei lavori;

– acquisto di materiali;

– esecuzione dei lavori;

– altre prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;

– relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti;

– perizie e sopralluoghi;

– imposta   sul   valore   aggiunto,  imposta di bollo e diritti pagati per le  concessioni, le autorizzazioni, le denunzie di inizio lavori;

– oneri di urbanizzazione;

– altri    eventuali    costi   strettamente  inerenti la realizzazione degli interventi e   gli   adempimenti   posti dal regolamento di attuazione delle disposizioni in esame”.

Alla luce della Circolare n. 121/1998 appare perfettamente comprensibile e ampiamente giustificata l’affermazione del sottosegretario Alessio Villarosa, contenuta in una FAQ firmata MEF, che la posa è esclusa dai massimali di costo dell’Allegato I.

Quindi, da un lato abbiamo l’acquisto dei materiali (serramenti, oscuranti, schermature solari), a parte l’esecuzione dei lavori (costi di installazione e posa in opera). Potremmo avere le spese professionali per l’intervento del Tecnico abilitato, se egli/ella è presente, e una voce che appare omnicomprensiva “altri eventuali    costi   strettamente  inerenti la realizzazione degli interventi”. Una voce talmente ampia che potrebbe comprendere tutto ciò che esula dal costo dei prodotti, della posa e delle spese professionali.

Un elenco prudenziale di spese detraibili

A ciò, quindi, con riferimento alle ultime tre righe dell’Allegato I, ritieniamo di dover aggiungere seppur in via prudente il costo dei materiali (serramenti, schermature solari) facendo riferimento ai costi esposti in Tabella 1 dell’Allegato I e a parte i costi di:

-eventuale prestazione di professionista abilitato;

-rilievo misure

-opere murarie eventualmente necessarie;

-smaltimento vecchi serramenti;

-posa in opera;

-opere complementari alla posa del componente serramento (controtelaio, guaine, nastri di sigillatura, sigillanti, tasselli e viti ecc);

-eventuale ricorso a ponteggi, piattaforme di sollevamento in opera e strumenti/attrezzature di cantiere,

-trasporto;

-tiro al piano;

-elaborati tecnici quali abaci, tavole di posa, file dxf;

-redazione di documenti commerciali e tecnici (dichiarazione del fornitore, pratiche Enea…);

-controllo posa in opera e collaudo finale.

Un elenco eccessivo? Si domanderà qualcuno. In realtà il mondo del serramento è diventato negli ultimi trent’anni un mondo molto articolato e complesso. L’elenco delle spese detraibili, salvo le spese professionali, corrisponde a nostro avviso perfettamente alle “opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie” di cui alle ultime tre righe dell’Allegato I e alla espressione contenuta nella Circolare n. 121/1998 “altri eventuali costi strettamente  inerenti la realizzazione degli interventi”.